27 dicembre 2016

Chi paga?

Il governo dovrebbe spiegare perchè noi contribuenti italiani siamo ora obbligati a pagare miliardi di debiti accumulati da una banca privata, il Monte dei Paschi di Siena.

Dovrebbe spiegare che l'ordina l'Unione europea al fine di salvare gli investimenti dei grandi investitori, banche tedesche in testa.

Dovrebbe spiegare anche perchè il Monte dei Paschi di Siena ha pagato e continua a pagare milioni di euro a dirigenti incapaci che hanno gestito così male la banca al punto da farla fallire.

Dovrebbe spiegare perchè le regole del mercato vengono accettate senza dire nulla quando si licenziano i lavoratori, si abbassano stipendi e pensioni che sono già da fame, si fanno fallire senza aiutarle migliaia di piccole imprese, si operano gravi tagli a scuola, sanità, sicurezza. 

Dovrebbe spiegare perchè le stesse regole del mercato non valgono invece per dirigenti e politici incapaci e disonesti che sono responsabili del crollo di Monte Paschi.

Dovrebbe spiegare, ma non può perchè il Governo sembra seguire una logica anti-popolare e anti-democratica.

Spiegatemi, per favore, che cosa c'è di democratico nella scelta di far pagare ai lavoratori italiani lo scandaloso dissesto di Monte Paschi.



Se si vuole la democrazia in Europa non basta fare qualche bel discorso sul passato e raccontare qualche favoletta sul tempo presente.



8 dicembre 2016

Difendiamo l'Italia. Difendiamo la democrazia.

Le mie riflessioni sono relative all'Italia di oggi, non al singolo partito.
Si tende al culto del leader anche quando il leader mostra di essere bugiardo o disonesto, si tende al fanatismo e all'insulto sistematico dell'avversario politico (questo da parte di tutti).
Si tende a ignorare la critica anche quando è costruttiva e fondata, si giustificano i mezzi dimenticando i fini; non si è onesti, nè si segue una morale che restituisca ai cittadini la passione e l'amore per un rinnovato impegno politico.

Esempio di ieri: Enrico stai sereno- giuro che non diventerò mai premier senza mandato elettorale - se vince il no lascio la politica - l'Italicum va approvato senza alcun emendamento, è la migliore legge elettorale.

Esempio di oggi: alla direzione del PD si è impedito di parlare al dissidente Walter Tocci.

La democrazia  è basata sul confronto delle idee, e, da Socrate in poi, sul dubbio metodico.
E' l'Occidente, l'Europa, la base costituente della nostra Repubblica.

Chi pensa di aver sempre ragione, o di salvare la Patria, lavora per sè e favorisce la fine della democrazia in Italia.
Quando l'attacco alle istituzioni democratiche veniva da Berlusconi, col suo staff di evasori fiscali, Previti, Dell'Utri, Minetti e olgettine, eravamo tutti d'accordo.

Poi Renzi, in questo ha pienamente ragione, ha fatto le leggi che Berlusconi non era riuscito a fare.

Peccato che sono leggi di destra.
Scritte anche in modo mediocre...

6 dicembre 2016

L'uomo solo al comando

Tutti a parlare dell'Italicum, la legge elettorale. 
Per un anno intero Renzi ci ha detto che è la migliore legge elettorale del mondo. 
Dopo le elezioni amministrative, avendole perse e avendolo vinte il Movimento 5 Stelle, ha improvvisamente cambiato idea.
Ha deciso che bisogna cambiare la stessa legge che lui ha scritto dopo aver rifiutato qualsiasi emendamento dell'opposizione. 
Il Movimento 5 Stelle, viceversa, ha criticato recisamente l'Italicum fino a quando ha capito che potrebbe favorire la sua vittoria.
Il centro-destra al governo, invece, è quello che per non far vincere il centro-sinistra, aveva prodotto all'epoca la peggiore legge elettorale della storia della Repubblica: il Porcellum, pensato da Calderoli per bloccare il Paese.
Gli italiani, mantenendo una bieca tradizione che li vede considerare l'avversario come un nemico da distruggere, continuano a tifare per una parte o per l'altra senza considerare un aspetto.

Che si schierino (o che l'abbiano fatto in passato) per Berlusconi, che si schierino per Salvini, che si schierino per Renzi o per Grillo, stanno pericolosamente optando per un uomo solo al comando.
  

4 dicembre 2016

Prove di democrazia

L'italia non è mai uscita da un clima anti-democratico che vede nell'avversario politico un nemico da abbattere. La campagna elettorale è stata spaventosa da una parte e dall'altra. Se credessimo tutti nella libertà e nella democrazia ci asterremmo da giudizi tipici di sub-culture ignoranti, o arroganti. Comunque vada il voto ci aspettano sfide culturali, economiche, politiche, civili in cui serve confronto, dialogo, civiltà, educazione, educazione alla pace. Ci serve comunione di obiettivi: fare del nostro Paese, comunque la si pensi, una nazione libera, indipendente, democratica; dove tutti, anche nella diversità delle idee, ci prendiamo le nostre responsabilità e contribuiamo attivamente a vivere in un luogo di cui essere orgogliosi.


9 novembre 2016

Trump?...



La vittoria di Trump è la vittoria di un miliardario erotomane.
Anche in Italia, dal 1994 in poi, è avvenuto il medesimo fenomeno quando gli italiani elessero un altro miliardario erotomane, altrettanto incompetente.
Succede.
Succede soprattutto quando l'ignoranza dilaga in un mondo globale che riduce sempre di più la spesa per l'istruzione e la cultura.
In un mondo occidentale, che ci piacerebbe vedere come l'autentica e insostituibile frontiera della libertà, ma dove, purtroppo, la democrazia è sempre più formale e sempre meno sostanziale, dove il voto appare a molti uno sterile esercizio privo di significato.
Succede in un pianeta dove la crisi economica imperversa e crea disagio ai più indifesi.
E succede, anche, quando le forze liberali, progressiste e democratiche, pensano di amministrare la crisi senza governarla realmente, senza affrontare la condizione drammatica di una classe operaia e di un ceto medio proletarizzato e abbandonato dai ceti dominanti.
Succede anche in Italia, ora. 
A Roma, per esempio, il Partito Democratico ha vinto nei quartieri, come Parioli ed Eur, dove il voto è alto-borghese.
Le borgate e le periferie operaie di Roma hanno votato, se non a favore della Raggi, contro il PD di Renzi e contro un sistema fatto di eco-mafie, palazzinari che comandano da decenni, cooperative finto-umanitarie, politiche vecchie.
Se non si risponde in forme democratiche e credibili al malcontento, il malcontento trova sbocchi imprevedibili.
Il cittadino medio italiano oggi, come quello americano, è interessato al proprio salario che è massacrato da un sistema di tasse e prelievi che non dà alcuna sicurezza per il futuro.
Il cittadino italiano è preoccupato per i problemi della criminalità e della sicurezza (e si sente già l'inconcepibile mormorio di un nuovo indulto, di una nuova amnistia).
Il cittadino italiano vorrebbe vedere una politica moralizzata capace di tagliare i propri assurdi privilegi.
Il cittadino italiano non ama una burocrazia rapace e incapace di distinguere tra persone oneste ed evasori (e non basta cambiare il nome ad Equitalia per assicurare giustizia fiscale).
Il miglior ricostituente per la cosiddetta e vituperata anti-politica è offerto proprio da quei leader chiacchieroni che attuano una politica che parla (quanto piace lo story-telling...), ma non è capace di riforme concrete e credibili.
Le riforme assomigliano spesso a operazioni di facciata che servono a operare tagli alla spesa e nuove riduzioni agli stipendi di chi lavora con nuovi e più gravosi carichi di lavoro.
Si deve riprendere a tutelare le classi sociali e le categorie professionali più danneggiate dalla crisi e dal continuo blocco dei contratti.
Storicamente la Sinistra è nata per tutelare i più deboli, i più sfruttati, la classe dei lavoratori, per garantire i servizi sociali e la salute ai più poveri, il benessere per tutti, la cultura fruibile e una scuola pubblica forte e solida per tutti.
Se non lo fa, ogni volta che non lo fa e si allea al grande capitale, o ai furbi potentati locali, per mantenersi al potere e mantenere i privilegi dei suoi adepti in carriera, è destinata, prima o poi, a perdere e a trascinare il Paese alla rovina.
A regalare l'Italia alle destre.
Quando la Sinistra fa politiche di destra avvantaggia la Destra.
Donald Trump negli USA è riuscito ad approfittare di questo vuoto politico e di una candidata come la Clinton, tutta interna alle vecchie logiche del potere.
Cose simili, e anche peggiori, stanno accadendo in Europa.
Ci sono partiti nazisti in formazione in tutto il nostro continente.
C'è una politica europea sempre più appiattita alle esigenze dei più ricchi...
Spero che il segnale che arriva dagli USA insegni qualcosa.
Serve democrazia nelle scelte, politiche concrete per la giustizia sociale, tutele per i lavoratori.

La democrazia non si difende raccontando favole.

27 settembre 2016

Italiani

I bambini, si sa, sono sacri.
La vita dei bambini, si sa, è sacra.
Non si capisce, però, di quali bambini si parla.
A giudicare da quanto sento e leggo per molti è sacra solo la vita dei propri figli, mentre quella dei bambini sulle barche non vale niente.
Noi italiani, in un Paese che era sotto un regime fascista salvammo l'80% degli ebrei e dei bambini ebrei abitanti in italia (e rimaniamo colpevoli per gli altri) e oggi, in un'Europa ipocrita che fa finta di niente e alza i muri, salviamo centinaia di persone, e molti bambini, ogni giorno.
Per questo sono orgoglioso, nonostante le insufficienze e le tragedie del nostro Paese, di essere italiano: perchè abbiamo un'umanità che deriva da una esperienza millenaria di umanità; perchè siamo, come dico io con un'espressione da me creata, un "popolo-ponte", e siamo capaci, anche di fronte ad un'umanità indifferente, di essere italiani, cioè di essere civili e corrispondere una cifra di umanità in una tragedia come quella a cui assistiamo ogni giorno.
Perchè ogni figlio è figlio nostro.


31 agosto 2016

Vivere del debito altrui...





L'Eurozona, al di là delle rassicuranti affermazioni dei leader europei, è in stagnazione. Tutto il mondo cresce, esclusa l'Europa. L'Italia, in particolare, non riesce a tornare ai livelli precedenti il 2007. Per l'Italia è frustrante continuare a essere "bloccati" da una politica finanziaria decisa da Bruxelles e a Bruxelles. Con una valuta indipendente l'Italia avrebbe svalutato rispetto a dollaro ed euro e si sarebbe ripresa crescita delle esportazioni e crescita della produzione e dell'occupazione. Avere il diritto all'autodeterminazione è un obiettivo di ogni nazione libera che abbia l'idea della democrazia al centro della propria visione e della propria azione concreta al servizio dei cittadini. Chi insiste ancora nell'unione politica dell'Europa non si rende conto che le politiche deflazionistiche della Germania stanno stremando le nazioni europee e danneggiando le relazioni tra i popoli. Io sono un europeista convinto, ma l'attuale Europa è colonia di una Germania che continua a vivere degli interessi riscossi sul debito altrui, compreso il nostro. Un sistema del genere è destinato inesorabilmente al fallimento. Inoltre la politica tedesca continua a logorare le relazioni di fratellanza e solidarietà tra i popoli europei. L'euro, così com'è, piace solo alla Germania e ai grandi gruppi bancari, alle imprese e ai sistemi mediatici di loro proprietà. Una nazione democratica europea, invece, ha il pieno diritto di togliersi dall'eurozona proprio per rinsaldare i vincoli di amicizia con le altre nazioni europee, Germania compresa, vincoli di amicizia e vicinanza che una dissennata politica finanziaria europea sta progressivamente distruggendo. L'Italia, su questo tema, sembra ipnotizzata e incapace sul da farsi. Si va da un Governo che mette in scena sulla portaerei Garibaldi la rappresentazione di un'Italia forte in Europa (quando sa di non esserlo), a un'opposizione che non è in grado di offrire proposte operative concrete e convincenti (e una parte di essa scade nel peggior neo-razzismo). 
L'errore della Sinistra democratica è di non capire che il tema dell'uscita dall'eurozona, o almeno della critica all'Europa così com'è, non va delegato-regalato alla Destra che ne fa abitualmente un argomento per sviluppare politiche reazionarie ed eversive.
Alla tragedia del terremoto si aggiunge la tragedia di una politica che vive alla giornata e fa finta di sorprendersi che il Paese rischia di essere sempre più incline ad una triste rassegnazione.

7 agosto 2016

Il silenzio che fa male




Nel mondo ci sono 7 miliardi e 200 milioni di persone. 

Sarebbe bello dire che nel pianeta ci sono risorse per tutti, ma se anche fosse vero la realtà è che i più ricchi non hanno intenzione di cedere le loro ricchezze, anzi fanno di tutto per accrescerle.
Non è giusto, ma è così.

Religioni e ideologie danno soluzioni e confezionano ricette, ma il mondo non gira seguendo utopie e preghiere anche se, da sempre, abbiamo cercato soluzioni e continueremo a farlo.

Qualcosa, però, si può fare subito. 
Le chiese di tutto il mondo e di ogni fede, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dovrebbero anzitutto riflettere sul "crescete e moltiplicatevi". 
E' criminale continuare a vietare e a scoraggiare l'uso degli anticoncezionali. 
Se anche fosse giusto, non funziona. 
Il tasso di sviluppo demografico nel mondo è impazzito. 
Abbiamo vissuto per millenni ad un tasso di crescita molto limitato. 
Cento anni fa eravamo un miliardo e mezzo; ora siamo più di 7 miliardi. 
Saremo 9 miliardi nel 2050 e 11 miliardi fra 84 anni, nel 2100.

La popolazione più povera si sposterà, sempre di più, nei paesi più ricchi in cerca di lavoro e risorse; i salari si abbasseranno per tutti vista la grande disponibilità di forza lavoro a basso prezzo; le imprese delocalizzeranno nei paesi dove i salari sono più bassi e si pagano meno tasse; la disoccupazione aumenterà; i problemi della sicurezza aumenteranno, così gli atti di terrorismo e anche l'uso delle armi nella risoluzione dei conflitti tra nazioni.

C'è bisogno di politiche chiare e consapevoli che riducano il tasso di crescita demografica, riorganizzino l'economia mondiale a vantaggio delle classi sociali più povere, sviluppino i settori dell'istruzione in modo efficace.
C'è bisogno di politiche chiare sulle migrazioni: non si possono accogliere tutti, ma si possono accogliere molti e si può fare bene e a vantaggio di tutti.
Si devono evitare le speculazioni di chi si arricchisce sui migranti, anche le speculazioni di certe organizzazioni umanitarie che, con la scusa dell'accoglienza, distribuiscono denari e privilegi a una bella porzione di furbetti.
Il migrante non è un nemico, ma è un fratello.
Ma se un fratello mi porta i suoi 20 figli in casa io non so dove metterli.
Ci sono due errori in questa situazione: l'errore più grande è il razzismo, l'egoismo di chi, chiuso nel suo mondo, non vuole vedere la "casa del vicino che brucia".
L'altro errore è pensare che "tutto va bene", che l'integrazione sia un processo facile e scontato.
Non è stato così in paesi molto più organizzati del nostro.

Servono politiche chiare, intelligenti, trasparenti delle migrazioni, servono nuove regole condivise e il rilancio di nuove forme di accoglienza e sviluppo.

Io vedo molta rassegnazione e  faciloneria, violenza o insulti razzisti, qualche stanca preghiera, e tanti silenzi.


Popolazione mondiale negli ultimi 2000 anni in milioni:
Anno     1
200







1000
310







1750
791
106
502
163
16
2
2

1800
978
107
635
203
24
7
2

1850
1262
111
809
276
38
26
2

1900
1650
133
947
408
74
82
6

1950
2519
221
1398
547
167
172
12,8

1955
2756
247
1542
575
191
187
14,3

1960
2982
277
1674
601
209
204
15,9

1965
3335
314
1899
634
250
219
17,6

1970
3692
357
2143
656
285
232
19,4

1975
4068
408
2397
675
322
243
21,5

1980
4435
469
2632
692
361
256
22,8

1985
4831
542
2887
706
401
269
24,7

1990
5263
622
3168
721
441
283
26,7

1995
5674
707
3430
727
481
299
28,9

2000
6070
796
3670
728
520
316
31,0

2016
7.240
1.200
4.270
700
700
330
40


Proiezione 2100
11.000
1.840
6.600
900
1100
500
60

Anno
Mondo
Africa
Asia
Europa
Sud America
Nord America
Oceania






7 luglio 2016

Il colore della pelle



Una cosa è parlare dei problemi della sicurezza che preoccupano noi tutti, o discutere del governo dell'immigrazione che si può considerare con idee del tutto diverse, e anche contrastanti. 
E' naturale avere idee diverse dei problemi in una società democratica. 


Altra cosa è il razzismo. 
Il razzismo in passato ci ha portato solo alle guerre, alle dittature, alla perdita delle libertà e delle dignità, alla catastrofe. 
Il razzismo è contro il Vangelo, è anti-cristiano, è anti-scientifico, è anti-storico, è anti-umano.
La vita che ci è stata donata perde qualsiasi dignità se non siamo in grado di capire la bellezza che c'è in ogni essere umano.
L'orgoglio che abbiamo di essere italiani viene infangato e offeso da chi crede che il patriottismo consista nel non rispettare le patrie degli altri, le altre identità, le altre culture, il colore della pelle, i diversi occhi e le differenti parole.


La nostra civiltà ripudia il razzismo.
Invito tutti i miei amici, i miei studenti, i miei colleghi a dire NO a qualsiasi forma di razzismo.


Paolo Giunta La Spada

3 luglio 2016

La "scoperta" del mondo



Capita spesso, purtroppo, che gli italiani scoprono che esiste un'altra parte del mondo solo quando succede qualcosa di brutto agli italiani. Molti italiani, per esempio, hanno scoperto che in uno dei Paesi più amati dai nostri turisti, l'Egitto, si configurano gravissime violazioni dei diritti civili e problemi drammatici, solo dopo che è stato barbaramente assassinato il giovane ricercatore italiano Giulio Regeni. 
Anche ora, dopo il barbaro assassinio di 10 italiani a Dakka, molti nostri connazionali "scoprono" la realtà del Bangladesh.
Il terreno di coltura del terrorismo è costituito dalle drammatiche condizioni di sfruttamento di molta popolazione del Bangladesh.
In una fabbrica di Dakka un sindacato ha diritto ad esistere solo se due terzi degli operai sono iscritti al sindacato, condizione pressochè impossibile visto che se si è iscritti a un sindacato non si viene assunti o, se già al lavoro, si viene licenziati.
In Bangladesh gli operai percepiscono i salari più bassi del mondo, tra 20 e 50 dollari al mese, secondo una ricerca della Banca mondiale.


Le donne sono inoltre costrette a lavorare fino all'ultima settimana prima del parto, spesso vengono licenziate se non tornano al lavoro dopo il parto e non ottengono quasi mai i 100 giorni che la legge prevede per la maternità.
L'industria tessile in Bangladesh, con circa 5.000 fabbriche, vale 19 miliardi di dollari l'anno (circa 18 miliardi di euro).
Colossi mondiali come H&M e Inditex (proprietario di Zara), ma anche la nostra Benetton, hanno grandi impianti produttivi in Bangladesh.


Uno dei problemi più grandi per i lavoratori di queste aziende è la sicurezza. Mentre in Europa esistono leggi che gli industriali devono rispettare per tutelare la salute degli operai (che poi lo facciano è un altro discorso), in Bangladesh non esiste alcuna regolamentazione sulla nocività e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.


La spesa per rendere gli stabilimenti in Bangladesh più sicuri, secondo uno studio di Worker's Rights Consortium, (cioè con un minimo di uscite di sicurezza, estintori e impianti antincendio, e impianti elettrici a norma) ammonterebbe in tutto a circa tre miliardi di dollari. Per le grandi multinazionali si tratterebbe di rinunciare a circa lo 0,4 per cento dei ricavi totali. 


Benetton, Zara e H&M hanno dato la loro disponibilità a mettere a norma i loro impianti, ma rimarrebbe il problema delle migliaia di fornitori che non rispettano alcuna norma di sicurezza sul lavoro.
Sarebbe bene capire che gli integralisti islamici sono particolarmente attivi con la loro propaganda e regalano forme di assistenza (cibo, medicine, micro-assistenza a domicilio per vecchi e bambini) ai lavoratori più indifesi o a quelli licenziati.
La stessa cosa succede anche in tutti i paesi del medio oriente.

Era il 12 ottobre 1992 quando un terremoto al Cairo, in Egitto, fece 3.000 vittime e buttò giù centinaia di case e palazzi dei quartieri più poveri. Vivevo lì e quel giorno non lo dimentico. 
Ricordo anche che migliaia di senza tetto furono assistiti, molto più che dalle organizzazioni governative, dai gruppi dei fondamentalisti islamici, lestissimi a inserirsi in ogni piega e ferita della società civile.
Pochi mesi dopo scoppiò, violentissima, l'insorgenza fondamentalista...

leggi anche: 
http://paologls.blogspot.it/2013/08/egitto-fine-agosto.html


Sarebbe ora che l'Occidente si rendesse conto che la battaglia contro il terrorismo non si combatte con le armi, o almeno non solo con le armi, ma soprattutto con un sistema economico, civile e culturale che porti radicali cambiamenti nella vita del nostro pianeta.

Sulla Terra ci sono 800 milioni di individui, tutti nel mondo occidentale, che hanno metà delle risorse del pianeta e 50.000 ricchi che hanno il 20% delle risorse globali.
Immaginate di essere nati nell'area dove in più di 6 miliardi dovete mangiarvi metà torta e per un miliardo di voi non resta più niente da mangiare. 
Che fareste?
Probabilmente cerchereste di andare nell'altra metà.
E forse qualcuno cercherebbe di inculcarvi odio nei confronti di quei fortunati che sono dall'altra parte.
Oggi questo gioco criminale riesce, purtroppo, sempre meglio.
Come vogliamo fermarlo? 


© RIPRODUZIONE RISERVATA Paolo Giunta La Spada

4 giugno 2016

Referendum


Comunque vada il referendum costituzionale, ha già vinto il peggior modello di politica.

Gli insulti (l'aggettivo "stupidi" è il minimo che si sente) confermano la difficoltà del confronto.

Chi ha dubbi e non ha ancora deciso è guardato con sospetto.
Chi si è schierato per il SI è bollato subito come venduto ai poteri forti, traditore della democrazia, ruffiano.
All'opposto chi vota NO è accusato di essere amico dei fascisti e di Berlusconi, o "falso partigiano"!

Un clima del genere, in un Paese dove l'astensionismo raggiunge percentuali del 45%, è gravissimo.

Un dibattito sulla Costituzione dovrebbe illustrare i pro e i contro di ogni norma.
La redazione della riforma doveva essere meglio meditata, eventualmente "spacchettati" i diversi articoli da sottoporre a referendum e, soprattutto, doveva essere evitato il clima da guerra civile.

Il premier, per primo, avrebbe fatto bene ad astenersi da diktat dal tono ricattatorio, ma ha preferito lo stile da magnate dell'epoca medievale.
L'ex-presidente poteva astenersi dall'andare da Fazio e poteva tacere, una volta tanto, dopo anni di regia occulta.
Il Governo ha agito in modo maldestro, la riforma è pessima, e il messaggio ricattatorio agli italiani è: "o ti mangi 'sta minestra, o ti butti dalla finestra", cioè o voti questa schifezza, come ha detto Cacciari, o non cambia nulla per qualche altro decennio.

Ma anche l'opposizione potrebbe ammettere che pensa al voto soprattutto in funzione anti-Renzi e questo è un errore perchè l'opposizione senza contenuti è sempre un errore; e non si può dire: "prima buttiamo giù Renzi e poi vediamo".

Tutto questo ci mostra un'Italia dove la politica è esclusivamente manovra ad uso personale ed esercizio del potere, con Governo e opposizione che non si parlano, con un processo di soppressione dei diritti che è continuo, con una crisi economica che procede feroce e un vuoto di democrazia e partecipazione popolare sempre più chiaro ed evidente.
In sostanza l'Italia è come una partita di calcio in cui giocano male tutte e due le squadre e il pubblico non va più allo stadio.
Questo è grave al di là di chi può vincere.
Con un clima del genere e questo tipo di politica l'Italia democratica ha già perso.



2 giugno 2016

2 giugno


Con questo post voglio ricordare il 2 giugno e onorare Franco Balbis. La seguente è l'ultima lettera del Capitano Balbis

Torino, 5 aprile 1944                                                                                   
La Divina Provvidenza non ha concesso che io offrissi all'Italia sui campi d'Africa quella vita che ho dedicato alla Patria il giorno in cui vestii per la prima volta il grigioverde. Iddio mi permette oggi di dare l'olocausto supremo di tutto me stesso all'Italia nostra ed io ne sono lieto, orgoglioso e felice! Possa il mio sangue servire per ricostruire l'unità italiana e per riportare la nostra Terra ad essere onorata e stimata nel mondo intero. Lascio nello strazio e nella tragedia dell'ora presente i miei Genitori, da cui ho imparato come si vive, si combatte e si muore; li raccomando alla bontà di tutti quelli che in terra mi hanno voluto bene. Desidero che vengano annualmente celebrate, in una chiesa delle colline torinesi due messe: una il 4 dicembre anniversario della battaglia di Ain el Gazala; l'altra il 9 novembre, anniversario della battaglia di El Alamein; e siano dedicate e celebrate per tutti i miei Compagni d'armi, che in terra d'Africa hanno dato la vita per la nostra indimenticabile Italia. Prego i miei di non voler portare il lutto per la mia morte; quando si è dato un figlio alla Patria, comunque esso venga offerto, non lo si deve ricordare col segno della sventura. Con la coscienza sicura d'aver sempre voluto servire il mio Paese con lealtà e con onore, mi presento davanti al plotone d'esecuzione col cuore assolutamente tranquillo e a testa alta.                  
Possa il mio grido di "Viva l'Italia libera" sovrastare e smorzare il crepítio dei moschetti che mi daranno la morte; per il bene e per l'avvenire della nostra Patria e della nostra Bandiera, per le quali muoio felice!
Franco Balbis
Franco Balbis, figlio di due insegnanti, Fausto Balbis ed Ermelinda Garrone, si iscrive all'Accademia militare di Artiglieria e Genio di Torino, diventa Capitano in pochi anni di carriera. Parte come volontario per il fronte dell'Africa del Nord, combatte ad Ain El Gazala nel dicembre 1941 e, nell'ottobre-novembre 1942 ad El Alamein. Per il coraggio dimostrato ottiene due medaglie al valor militare e Erwin Rommel lo insignisce con una croce di prima classe. Viene trasferito in Croazia a Cirquenizza e dopo l'8 settembre va in Italia e si unisce ai partigiani del Comitato Militare Regionale Piemontese, con il nome di battaglia Francis. Svolge pericolosi compiti di collegamento, coordinamento e controspionaggio. Il 31 marzo 1944 è catturato dai fascisti nel duomo di Torino dove si stava svolgendo una riunione clandestina di partigiani.
I fascisti gli propongono di entrare nell'esercito della Repubblica Sociale. Balbis rifiuta.  
Il 5 aprile 1944 è assassinato al Poligono Nazionale del Martinetto a Torino. Insieme a lui vengono uccisi gli antifascisti Quinto Bevilacqua, Paolo Braccini, Massimo Montano, Errico Giachino, Eusebio Giambone e il Generale Giuseppe Perotti. Il Capitano Balbis riposa nel cimitero di  Cavoretto a Torino.